Possano diventare perfettamente uno

Giovedì 28 maggio 2020 - Settima settimana del tempo pasquale - Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni 17, 20-26 - Che tutti siano uno, come te, padre, sei in me e io in te, affinché il mondo possa credere che mi hai mandato.

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22 maggio - Margherita Manchini, chiamata suor Rita da Cascia comunemente semplificata in Rita, nata nel maggio 1381 a Roccaporena (Umbria, Italia) è l'unica figlia di Antonio Manchini e Amata Ferri. Poco si sa sui genitori di Rita, tranne per il fatto che erano soprannominati "i portatori di pace di Gesù Cristo".

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Hanno giocato il ruolo di mediatori tra clan e famiglie, per cercare di far dimenticare le esigenze della vendetta. E questo esempio, Rita non l’ha dimenticato. Dall'età di 16 anni, aveva pensato alla vita religiosa, ma i suoi genitori avevano deciso diversamente. Avevano organizzato il suo matrimonio con un giovane ricco e nobile del paese, Paolo Mancini. Sebbene li pregasse di lasciarla entrare nel convento, nel 1399 dovette sposarlo ed divento’ madre di due gemelli, Giacomo Antonio e Paulo Maria. Paolo facile alle arrabbiature e, sebbene apparentemente si fosse ammorbidito dalla nascita dei suoi figli, si era fatto dei nemici attorno al sé. Una notte, nel 1412, fu assassinato. Alcuni resoconti raccontano di un'imboscata, altri di una disputa che avrebbe provocato e alla fine della quale sarebbe stato ucciso.

Rita continuò a dedicarsi ai suoi figli, ma le divenne chiaro che erano determinati a vendicare la morte del padre. Ha cercato di dissuaderli e far loro capire che sarebbe stato un omicidio. Pregava che rinunciassero ai loro piani. I suoi due figli morirono per cause naturali, spazzati via da un'epidemia di peste, dopo aver supplicato il perdono della madre.

Nel 1420, trovandosi sola, Rita voleva entrare nelle suore agostiniane nel monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia. Fu rinviata perché le costituzioni dell'ordine proibivano l'accoglienza delle vedove. Inoltre, la famiglia di suo marito e quella del suo assassino non erano state riconciliate. Il monastero aveva paura delle rappresaglie. Ma insistette e alla fine fu ammessa a una condizione: doveva riconciliare la sua famiglia e gli assassini di suo marito. Ha perseguito questo obiettivo, che si è rivelato difficile. Quando i due clan si accordarono il perdono l'un l'altro davanti al vescovo di Cascia (aveva allora 36 anni), le fu permesso di entrare nel monastero dove rimase fino alla sua morte nel 1457.

Religiosa, Rita ha cercato di soddisfare fino in fondo le esigenze del suo stato: vita di preghiera, obbedienza, povertà e penitenza. A seguito di un sermone sulla passione di San Giacomo delle Marche, chiese a Dio di farla partecipare, nella sua carne, alle sofferenze di Cristo. Le sarebbe stata data risposta e una spina nella corona di Cristo, davanti alla quale pregava si sarebbe staccata per poi posarsi sulla sua fronte. Questo è il motivo per cui è rappresentata con una ferita incurabile sulla fronte. Stigmatizzata da questo segno, sopporto’ la prova che aveva richiesto.

Fu al servizio dei più poveri di Cascia, che beneficiarono della qualità della sua carità. Andò a Roma nel 1450 per il giubileo o l'anno d'oro in cui il papa aveva deciso di ringraziare Dio per aver liberato il paese da tutte le guerre. A 69 anni, percorse con alcune sorelle i 180 chilometri che le separavano dal centro del cristianesimo.

Sul letto di morte, Rita chiese a sua cugina di andare a prenderle una rosa. Anche se nel mezzo dell'inverno, la parente trova la rosa; questo episodio è all'origine delle numerose rappresentazioni della santa che diffonde rose, simbolo delle grazie che ottiene per coloro che si affidano alla sua intercessione. Morì il 22 maggio 1457, all'età di 76 anni. Dal giorno della sua morte, il popolo di Cascia proclamo’ santa questa piccola serva del Signore, molto prima che la Chiesa cattolica la riconoscesse come tale. La gente di Cascia aveva assistito a miracoli e meraviglie inspiegabili.

Fu beatificata nel 1628 da Papa Urbano VIII, ed è al segretario privato di quest'ultima, il cardinale Fausto Poli, nato a una quindicina di chilometri da Cascia, che dobbiamo lo sviluppo del suo culto, autorizzato dalla Santa Sede nel 1672. Papa Leone XIII la canonizzò il 24 maggio 1900.

Contenuto soggetto alla licenza CC-BY-SA. Fonte: articolo di Wikipedia Rita de Cascia in italiano (autori).