... saranno trattati meno severamente di voi

Martedì 14 luglio 2020 - 15a settimana del tempo ordinario - Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo 11, 20-24 - Oggi, non chiudete il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.

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27 giugno - Cirillo di Alessandria, nato nel 376, fu vescovo di Alessandria nel 412 e morì il 27 giugno 444. È anche, dal proclama di Papa Leone XIII nel 1882, padre e dottore della Chiesa cattolica.

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Patriarca di Alessandria, nipote e successore di Teofilo, Cirillo si sforza di sradicare il paganesimo, l'ebraismo e ciò che considera eresia: scrive contro gli ariani e gli antiochiani e fa chiudere le sinagoghe e le chiese dei Novaziani. Distrugge così la comunità ebraica e attacca allo stesso modo le altre comunità cristiane qualificate come eretiche. Queste misure lo misero contro Oreste, prefetto dell'Egitto, anch'egli cristiano.

Cirillo promosse la formula "Una è la natura incarnata di Dio il Verbo", con la quale si opponeva alla dualità delle nature difese dagli Antiochiani. Questa formula sarà ampiamente utilizzata durante la crisi e lo scisma monofisita. Le sue posizioni cristologiche sono riassunte nel Simbolo d'Unione che firma, nel 433, due anni dopo gli scontri del Concilio di Efeso, con Giovanni, il patriarca di Antiochia.

Cirillo, vescovo di Alessandria e dottore della Chiesa, partecipò attivamente al Concilio di Efeso (431), che diede a Maria il titolo di "Madre di Dio". Era un esegeta prolifico e un ardente difensore della fede in Cristo. In un'udienza del 3 ottobre 2007, Benedetto XVI gli ha reso omaggio per il suo importante contributo al culto mariano.

Contenuto soggetto alla licenza CC-BY-SA. Fonte: articolo su Cirillo di Alessandria da Wikipedia in italiano (autori).