Gesù vide una vedova mettere due monete

Lunedì 23 novembre 2020 — 34a settimana del tempo ordinario — Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca 21, 1-4 — Vegliate, siate pronti: è nell'ora in cui non ci pensate che il Figlio dell'uomo verrà.

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06 ottobre — Bruno sarebbe nato a Colonia, in Germania, da una famiglia di alto rango il cui nome è sconosciuto, probabilmente tra 1030 e 1035. Sarebbe stato primo canonico, forse nella collegiata di Saint-Cunibert nella sua città natale che ha lasciato abbastanza giovane per continuare i suoi studi a Reims.

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Nel 1057 l'arcivescovo di Reims, Gervais de Belleme, gli affidò, in sostituzione del canonico Hermann, la direzione della scuola di cui era stato allievo. Insegna arti liberali e teologia lì. Bruno ha ricoperto questa posizione per 20 anni. L'arcivescovo di Reims, Gervais, morì nel 1067 e fu sostituito da un uomo senza scrupoli, Manassès de Gournay. Volendo, nonostante tutto, avere la stima del clero, nominò Bruno cancelliere della cattedrale e direttore delle scuole di Reims, il che non impedì a quest'ultimo di denunciare la simonia dell'arcivescovo, costringendolo all'esilio.

Una riunione del consiglio a Lione nel febbraio 1080 pronuncia la deposizione di Manasses. Questa sentenza è confermata dal Papa che lo scomunica e ordina al clero di Reims di scacciare l'indegno arcivescovo e di eleggerne uno nuovo al suo posto. Molti pensano poi all'onesto Bruno per sostituire Manassès de Gournay nella sede arcivescovile di Reims. Ma questo ha altri progetti in mente, avendo formato il progetto di ritirarsi in preghiera con alcuni amici. Rifiutò dunque la sede che una volta era stata quella di San Remi, mise in ordine i suoi affari e diede ai poveri tutti i suoi averi. Nel 1083, con i due compagni Pierre e Lambert, si recò in Borgogna a trovare san Roberto di Molesme, per chiedergli l'abito monastico e l'autorizzazione a vivere un'esperienza semi-eremitica nell'eremo di Sèche-Fontaine.

Su consiglio di Roberto di Molesme, Bruno si recò in piena estate del 1084, con sei compagni, da Hugues de Châteauneuf, il vescovo di Grenoble, il quale gli suggerì di stabilirsi appena sopra la città, nella selvaggia solitudine del massiccio della Certosa, dove rimase per sei anni. Dal 1085 vi sorsero una prima chiesa e un monastero con chiostro e celle, i monaci vi risiedevano isolati in singole residenze. Nel 1090, Bruno fu chiamato a Roma da papa Urbano II, che chiese il suo consiglio sulle riforme da intraprendere nella Chiesa. Nel 1092, pensando solo a riprendere la vita da eremita, Bruno partì per la Calabria dove fondò altri eremi, primo fra tutti Santo Stefano del Bosco con l'accordo del conte Ruggero I di Sicilia che donò dei terreni. Alla nuova fondazione calabrese. Bruno morì il 6 ottobre 1101 nell'eremo della Torre, oggi certosa di Serra San Bruno in Calabria.